I popoli amazzonici tra covid e riforestazione

10 OTTOBRE
18:00
Labas (Vicolo Bolognetti 2)

L’Amazzonia, riserva verde di tutto il pianeta è dunque da tempo sfruttata, bistrattata, distrutta. Il motivo principale è l’avanzare incessante di un’economia predatoria che abbatte gli alberi per farne legname pregiato, che li distrugge col fuoco per fare posto ai pascoli e alle piantagioni destinate all’alimentazione animale. Per soddisfare i nostri consumi di carne a basso costo in continuo aumento si distrugge così un patrimonio di biodiversità unico nel nostro pianeta, trascinando in quest’opera di distruzione le storie, le culture, i diritti alla terra e alla vita di centinaia di popoli indigeni. Perché il loro destino è unito a quello della grande foresta: se la foresta muore, se ne vanno anche loro. Oggi, negli anni delle sconsiderate politiche capitaliste e negazioniste di Trump e di Bolsonaro, l’Amazzonia brucia più di ieri e il processo aumenta in velocità ed estensione. Agli effetti devastanti sulla biodiversità si somma sempre di più l’impatto sul clima. Arrestare questo crimine è diventato un imperativo che riguarda tutte le persone di questo pianeta, e i tempi sono diventati strettissimi.   STORY MAP

 

Con Simona Maggiorelli (direttrice di LEFT), Alberto Zoratti (COSPE) e Giorgio Menchini (Presidente COSPE), Detjon Begaj (LABAS), Fabio Magnasciutti (illustratore, autore di disegni per la campagna AMAzzonia di COSPE), Flaviano Bianchini (Source international.org) e in collegamento dal Brasile Angela Mendes, ( Alleanza dei popoli della Foresta), un rappresentante campagna Empate e Martina Molinu (rappresentante COSPE in Brasile).