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terra di tutti film festival

Documentari e cinema sociale del sud del mondo

11ª edizione | 13-15 ottobre 2017

Lunedì 13 Ottobre 2014

I vincitori del TTFF2014

Un documentario sull’insediamento Rom più grande d’Europa e un altro sulle donne vittime di violenza sessuale nelle guerre sono i vincitori dei due premi principali dell’ottava edizione del Terra di Tutti Film Festival.

Il premio come migliore produzione italiana va a Container 158, il film di Stefano Liberti e Enrico Parenti sulla vita al “villaggio attrezzato” di via di Salone, un campo in cui l’amministrazione di Roma ha raggruppato, fuori dal raccordo anulare, più di mille persone di etnia rom.

Ha richiesto invece tre anni di riprese in dieci Paesi diversi, dalla Bosnia al Ruanda, La guerra contra las mujeres, il documentario dell’italo-argentino Hernan Zin sullo stupro come arma di guerra, che ha vinto il premio come miglior produzione internazionale.

Premiate anche due produzioni bolognesi. Il miglior corto italiano è Sexy shopping, il cortometraggio di Antonio Benedetto e Adam Selo che ha come protagonista un venditore ambulante bengalese. Menzione speciale per Striplifecon cui Nicola Grignani, Valeria Testagrossa, Andrea Zambelli, Alberto Mussolini e Luca Scaffidi raccontano la vita nella striscia di Gaza attraverso le storie di alcuni dei suoi abitanti.

Due, infine, i riconoscimenti speciali. Il premio dedicato alla memoria dell’agronomo e cooperante Benedetto Senni va al giordano Said Najmi, autore di Wojoh Faces. Premio Fairtrade Italia sul commercio equo e solidale a When elephants dance, the grass gets beaten dell’olandese Jan van den Berg. 

“Sono stati 5 giorni di visioni molto intensi, con 50 produzioni da tutto il mondo e cinquemila persone che hanno affollato Tpo e Lumière in un viaggio che è iniziato l’1 ottobre con Io sto con la sposa, una storia di migrazioni verso nord, e si è chiuso con un viaggio di ritorno dall’Europa all’Africa con Sexy Money” dicono i direttori artistici del festival Stefania Piccinelli di GVC e Jonathan Ferramola di COSPE. “In mezzo c’è stato un mondo di visioni, di conflitti, di rivoluzioni che i media tradizionali non vedono. Siamo contenti che il pubblico abbia continuato a seguirci con così grande interesse e questo entusiasmo ci incoraggia a lavorare all’edizione 2015 e a rafforzare la rete affinché queste produzioni possano venire distribuite”.